Star bene si può!

Solo Elpis, la speranza, come in una casa indistruttibile, dentro all'orcio rimase, senza oltrepassarne la bocca, né fuori volò, perchè prima Pandora aveva rimesso il coperchio per volere di Zeus egíoco che aduna le nubi.

Elpis è ancora nel vaso.

E tu sei un buon allenatore?

Pubblicato da il ottobre 29, 2018 in Sport e preparazione mentale

E tu sei un buon allenatore?

“Un grande allenatore deve essere lui stesso leader, ma deve creare altri leader che in campo riproducano idee, valori, carattere.”  GIANLUCA VIALLI

La passione da sola non basta e non ci si può certo inventarsi allenatori in un giorno. Essere un buon tecnico non è certamente facile, bisogna saper combinare qualità tecniche e tattiche, ma anche educative e comunicative.

All’apice dei suoi risultati Marcello Lippiaffermava che “Vincere è sempre importante ed è raramente frutto del caso. Puoi essere fortunato una volta, due, ma le vittorie sono sempre il frutto di un lavoro, di un gruppo formato al quale si contribuisce come allenatore.”

Negli sport individuali come di squadra è bene ricordare che per essere un campione e arrivare a grandi risultati non bastano solo il talento e l’impegno. È molto importante avere alle spalle un buon team e un buon allenatore, compagno di viaggio necessario e insostituibile.

Ma quali peculiarità deve possedere?

Oltre alle caratteristiche più ovvie come la buona conoscenza della disciplina sportiva (tecnico-tattica, regolamento, ruoli…), del mondo sportivo e una formazione adeguata e specifica, sono molte le qualità che deve possedere, spesso purtroppo poco considerate ma determinanti per la buona riuscita del suo lavoro.

Per prima cosa deve sapersi mettere in gioco, porsi in discussione e cercare di migliorarsi costantemente, con consapevolezza delle proprie risorse e dei propri limiti. Dotato di buona autocritica è importante sia pronto ad accettare i fallimenti ed imparare da essi, affrontandoli propositivamente. Deve però anche saper gioire dei risultati, riconoscendo il proprio grado di responsabilità e merito.

Perfezionare le capacità prevede di uscire dalla propria zona di confort, vale a dire tutto quell’insieme di circostanze e modi di essere pienamente padroneggiati e conosciuti che, tuttavia non consentono una evoluzione. Uscire dai propri confini e schemi, spesso autoimposti, permette di mettere alla prova le proprie potenzialità, ampliare le capacità e magari scoprire parti di sé non ancora conosciute e nuove e più funzionali realtà. Sicuramente non è compito facile perché prevede la messa in discussione non solo di se stessi ma anche del proprio lavoro, della qualità e funzionalità della relazione e comunicazione con gli atleti e con tutto il team e la considerazione di altri punti di vista e possibilità. Ma aiuta a riflettere sul rapporto con l’atleta, sulle difficoltà nella prestazione e sul suo stile di insegnamento. Un buon allenatore è prima di tutto un educatore!

Determinante la formazione continua, intesa non solo come possibilità di accrescere la conoscenza sulla materia, apprendere nuove tattiche o pratiche di allenamento e nuovi regolamenti, ma come crescita professionale e personale. Formarsi permette di entrare in contatto con nuove realtà e quindi confrontarsi e assumere un atteggiamento costruttivo dove sfruttare appieno le conoscenze nuove e pregresse per raggiungere gli obiettivi, personali e di sport, stando al passo con i tempi.

Il lavoro con l’atleta è un processo complesso che coinvolge diversi elementi oltre all’allenamento sul campo. Un buon tecnico sa organizzare il proprio lavoro e quello dei suoi ragazzi, considerando le esigenze della disciplina e non solo, per il raggiungimento degli obiettivi. È importante saper pianificare correttamente obiettivi di stagione, di squadra e individuali, ricordando che devono essere chiari, oggettivi, fattibili e raggiungibili, collocati nel breve, medio e lungo termine, strutturando conseguentemente le attività per soddisfarli. Condividere gli obiettivi e la programmazione con i propri atleti, veri conoscitori delle proprie potenzialità, favorisce la consapevolezza. Il coinvolgimento infatti aumenta la motivazione, l’impegno e la costanza, fondamentali nel mondo sportivo.

Un buon tecnico è attento a motivare gli atleti e li sprona a dare il massimo, comunicando in modo coerente e pertinente, prestando loro ascolto, sostenendoli nel superare le difficoltà, rinforzando i successi e favorendo l’assunzione di responsabilità. È lui stesso molto motivato e trasmette il suo entusiasmo ed energia ad ogni allenamento. Non rimprovera ma, sprona e incoraggia, fornisce indicazioni tecniche dopo gli errori, rinforza costantemente i comportamenti positivi e valorizza il progresso per favorire autostima e autoefficacia.

La capacità di instaurare una relazione di fiducia reciproca con l’atleta è una chiave fondamentale per il successo. Un tecnico poco comunicativo o troppo presente non aiuta l’atleta a crescere agonisticamente. In gara poi sarà da solo! Deve quindi essere capace di problem solving, e saper prendere decisioni rapidamente…un atleta ben preparato sa cosa fare senza averebisognodel suo allenatore.

“Uno non è un grande allenatore quando fa muovere un giocatore secondo le proprie intenzioni, ma quando insegna ai giocatori a muoversi per conto loro. L’ideale assoluto, che come tale non è mai raggiungibile, viene nel momento in cui l’allenatore non ha più nulla da dire, perché i giocatori sanno già tutto quello che c’è da sapere. Tutti devono conoscere, oltre alla tecnica, come si gioca, la tattica, insomma.” – JULIO VELASCO

Il tecnico è una guida! Definisce la direzione della preparazione sportiva, dettando tempi, modi e necessità ma sa lasciare la possibilità agli atleti di esprimere la loro creatività e assumere rischi. Questo non solo favorisce il clima di fiducia, ma motiva lo sportivo ponendolo al centro della propria condotta, libero di esprimere il proprio talento, di sbagliare, provare a trovare una soluzione e apprendere dalla propria esperienza.

Un buon allenatore diventa un modello da seguire che propone esperienze di allenamento positive e costruttive dove oltre a potenziare le abilità sport specifiche consente un confronto costruttivo con sé stesso, il team o i compagni di squadra, offre situazioni problema da risolvere per arrivare al successo e favorisce spunti di riflessione. L’allenamento deve essere un momento di crescita non solo a livello fisico e tecnico ma anche emotivo, strategico e cooperativo.

Negli sport di squadra bisogna lavora sulla motivazione del singolo e del gruppo, creando momenti di condivisione fuori dal campo dove è possibile conoscere i compagni, scambiarsi opinioni, creare legami e aumentare la complicità e l’intesa fondamentali anche in gara. Deve essere capace di strutturare l’allenamento considerando cosa caratterizza l’atleta, differenziando lo stile di insegnamento in base alla circostanza, al momento della preparazione e soprattutto al suo interlocutore. Deve essere capace di esprimere in modo onesto e aperto i propri pensieri, perplessità e vissuti per entrare in empatia con lui.

Un buon allenatore non pone enfasi sugli errori, non valorizza gli atleti migliori, creando competizione e svalutazione, ma costruisce un clima motivazionale orientato alla competenza (Ames, 1992), riconoscendo i successi degli atleti e il loro impegno, valorizzando il contributo di ogni componente del team favorendo la cooperazione, spronando l’autovalutazione nel rispetto dei tempi di ciascuno, coinvolgendo nel processo decisionale

E tu sei un buon allenatore?

CONOSCI LA DISCIPLINA? TI SFORZI DI MIGLIORARE? CONTINUI A FORMARTI E AGGIORNARTI?
TI METTI IN GIOCO IN PRIMA PERSONA? ESCI DALLA PROPRIA ZONA DI CONFORT? SEI ATTENTO ALLA RELAZIONE

CON L’ATLETA?

SAI ORGANIZZARTI E PIANIFICARE? DIFFERENZI COMUNICAZIONE E STILE EDUCATIVO? SEI ORIENTATO ALLA COMPETENZA?
STIMOLI POSITIVAMENTE

GLI ATLETI?

SEI ATTENTO AL SINGOLO E AL GRUPPO? CREI ESPERIENZE POSITIVE DI ALLENAMENTO?
SEI COERENTE, ONESTO E APERTO AL CONFRONTO? SEI UNA GUIDA E MODELLO

PER L’ATLETA?

CONDIVIDI CON L’ATLETA OBIETTIVI E METODI PER RAGGIUNGERLI?

L’ allenatore non è solo colui che allena alla pratica sportiva ma è un punto di riferimento fondamentale, una guida con cui confrontarsi e un modello cui ispirarsi, capace di entrare in relazione, di osservare difficoltà e opportunità, diventando un compagno di vita che cresce con i suoi atleti.

Michaela Fantoni

Milena Rota

 

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